Quando ricevi il caro vecchio promo cd nel cartoncino con la sua biografia di accompagnamento su carta, permettetemi di dire che è sempre una bella cosa, oserei dire quasi un tuffo in un passato nostalgico oggi scomparso. A modo loro nostalgici sono stati anche i Madame X che con “Dive Cattive” hanno voluto dare il loro tributo ad un certo cinema italiano di culto degli anni ’60/’70 ispirandosi liberamente a piccoli capolavori come “Danza Macabra” di Margheriti e “La Dama Rossa” di Miraglia. Extra tributo è un brano dedicato a “Santa Sangre” di Jodorowsky, “La Donna Tarantola”, brano che nel contesto thriller/horror del disco ha un suo perché. Musicalmente possiamo dire di trovarci di fronte ad un’opera punk, per quanto il termine ‘opera’ in effetti cozzi con l’attitudine cafona tipica del punk rock, ma non vedo definizioni diverse per un album come questo, curatissimo ed ambizioso, in cui nulla è lasciato al caso, dagli arrangiamenti ai suoni. Più nello specifico “Dive Cattive” centra l’obbiettivo di essere diretto e dinamico pur mantenendo una sua complessità, complessità che trova la sua ragion d’essere più nei testi che nelle musiche, comunque curatissime. Pregio dell’opera, se mi permettete sempre di usare questo termine, il crescere ascolto dopo ascolto. Non è un caso se brani come “Il Ritorno Di Evelyn”, giusto per fare un esempio, con il susseguirsi dei passaggi diventano sempre più accattivanti ed ogni volta si possono godere sfumature sempre nuove, sfumature che derivano da tutti i piccoli accorgimenti orchestrali degli arrangiamenti. Arma vincente di “Dive Cattive” è senza dubbio il sapere prendere a piene mani dalle atmosfere gotiche della scuola dark wave dei primi ’80 senza però scadere nelle solite reminiscenze ai vari Bauhaus, Christian Death et similia. In chiusura, un piccolo gioiello della nostra sempre fertile scena punk, bravi. (Aldo Luigi Mancusi)








Santa Sangre con le scene splatter girate usando la tecnologia moderna sarebbe uno dei più bei film della storia del cinema. Riguardo al disco, confido che me lo porti Bambin Gesù o la Befana.