Molte volte ci troviamo ad accumulare materiale arretrato, la colpa non è di nessuno in particolare. Così, come spesso accade in questi casi, ci dilettiamo con il presentarvi le nostre recensioni multiple. Ecco a voi un pó di roba varia per gusti estremamente ricercati, a cura del nostro buon Roby Buccolini, buon lettura!
COLDWORKER – “The Doomsayer’s Call” (ListenableRec.)
Tornano dopo 4 anni di silenzio gli scandinavi Coldworker con il loro secondo full-lenght (il primo era etichettato Relapse) per riproporci il loro sound ruvidamente groovy che si rifà smaccatamente alle vecchie sonorità del death metal dei bei tempi che furono. Certamente la band ci conferma di conoscere alla perfezione tutti i canoni del caro vecchio death/grind che allora imperversava nell’underground, come pure lo scrupolo nella loro applicazione sarebbe da dire encomiabile. Il problema da parte mia sta solo nel fatto che, pur trovandomi innanzi ad un prodotto ben fatto nel suo complesso, la band non ha saputo accedere in me quel non so che in grado di farli emergere dalla massa di release anonime che si accalcano da anni annaspando nello stagno della mediocrità in cui il metal estremo è ormai soffocato. Non è che voglia affermare che l’album in esame sia un a schifezza, ci mancherebbe, ma l’impressione è quella di trovarmi di fronte ad un prodotto che si rivolge strettamente agli aficionados del genere verso i quali potrebbe suscitare qualche timido plauso e nulla di più. Alla prossima? Mah! (Roberto Buccolini)
SATAN’S HOST – “Celebration: For The Love Of Satan – 25th Anniversary Album” (Moribund)
Una vecchia conoscenza dell’underground metal celebra i suoi 25 anni di carriera con questa release che vuole essere un sommario dei brani migliori della loro lunga militanza, qui in versione rinnovata ed a cui vanno ad aggiungersi alcune nuove composizioni. Per chi non conoscesse la band in questione, il sound era originariamente orientato verso un heavy classico alla N.W.O.B.H.M. con accellerazioni tendenti allo speed-metal di stampo Metal Church/Onslaught del secondo periodo compositivo, per poi spostarsi progressivamente verso sonorità più oscure strizzando decisamente l’occhio ai Mercyful Fate, sonorità caratterizzate anche da un evolversi del cantato che è passato dallo stile tradizionale ad uno più “lirico” di cui fu insuperabile maestro il buon Messiah “Frate Tuck” Marcolin dei Candlemass, senza tralasciare gli acuti tipici del miglior King Diamond che fu. Naturalmente non stiamo parlando di un gruppo che ha fatto la storia del metal, questo è fuori discussione, così come probabilmente non spenderei troppi soldi per un’antologia di una band tutto sommato minore, però fa piacere risentire certe sonorità che ormai credevo dimenticate. Raccomandato ai nostalgici di un certo metal satanico tipico della fine degli anni ’80 con cui molti di noi “vecchiacci” sono cresciuti (tralasciando di specificare come ahr ahr!). (Roberto Buccolini)
INFERNAL LEGION – “The Spear of Longinus” (Moribund)
Tornano dopo sei anni di silenzio gli Infernal Legion, ma la sostanza è sempre la stessa: death metal caotico a manetta, brutalmente satanico ed estremo sino all’osso. Personalmente non ho mai amato troppo quest’impostazione di death metal, trovando l’approccio crust come un estremismo fine a sé stesso che privilegia l’impatto assoluto tralasciando il feeling che rende il trademark di una band assimilabile all’ascolto, caratteristica necessaria per fare il c.d. “salto di qualità”. Devo comunque riconoscere che i nostri vecchi volponi sanno ben dosare l’estrema brutalità con buoni fraseggi chitarristici che, lungi dal voler essere melodici e/o malinconici, spezzano la tensione quanto basta per non far sprofondare i pezzi in quel piattume che sovente band di questo tipo fatalmente si arenano. Alla band continuo ad imputare l’handicap di non trovarsi un cantate decente e di persistere con i duetti di voci ultraeffettate che non mi sanno assolutamente di nulla, magari con un cantato di spessore l’album ci avrebbe guadagnato non poco. Mi pare scontato che il prodotto lo raccomando esclusivamente a chi ha le orecchie foderate di titanio, qui i compromessi sono rigorosamente banditi ed il gruppo si rivolge solo ai deathsters più incalliti ed estremi. Non trovo sia un capolavoro viste le troppe manchevolezze rilevate, ma agli amanti di un certo approccio all’estremismo, allora inventato dai Deicide anche se qui non siamo proprio sugli stessi livelli, potrebbe non dispiacere affatto. (Roberto Buccolini)
CHASMA – “Declarations of the Grand Artificer” (Moribund)
Ennesima proposta black metal dalla scena dell’est Europa targata Moribund. Solito chaos primordiale intramezzato da attimi melodici di ispirazione vagamente goth per questo mini-Lp di 3 pezzi, mini di cui francamente non sentivo proprio il bisogno. Le parti più lente in sé per sé non sarebbero malaccio, seppur l’estrema minimalità ne diminuisce non di poco l’atmosfera che la band vorrebbe loro infondere con il risultato di apparire forzate e ripetitive all’ascolto. Da dimenticare le partiture più aggressive che non si distaccano per nulla dal solito splettratone blackster che per anni e anni la Norvegia ci ha propinato in tutte le salse, Astenersi i non oltranzisti “bleccaroli” e chi non ha soldi in più da spendere per arrivare al 500esimo CD senza badare alla qualità. (Roberto Buccolini)









Dico solo che ora si scoprono gli altarini di Buccolini. Vecchio metallaro si, ma anche un po’ frocio ahahahahah!
cazzo, il vizietto è un classicone! bravo Bocc(ol)ino
Fate una ricerca tra le frequentatrici storiche dei locali goth… Poi ve lo raccontano quanto so’ frocio! Aldo ma che cazzo hai messo, arifammene un,altra così e vado a recensire su metalized.
Mah…alla fine l’idea del frocio me l’hai sempre data. Non fare caso a certe battute e non ti nascondere dietro un dito (non la salsiccia)! Noi ti vogliamo bene lo stesso (in modo platonico brutta zoccolaccia!)
Ora tornano i nodi al pettine, tutto questo machismo, questa vecchia scuola alla Halford, la storia del biker… Lo sapevo che recensivi i dischi con il culo ahahahahahah
ke skifo….
Per me Buccolini ci capisce, se poi ha certi vizietti, buon per lui, nella vita ci vuole culo
hai capito che covo di depravati…
visto che vi interessa tanto la mia salsiccia venite bambolotti che la polenta è prontaaaa!!! uhauhauhauha!!!